Monday, September 28, 2009

Majo

Majo è uno dei disegnatori di Dampyr tra i miei preferiti, che ha realizzato fino a adesso i nn.
1, 2, 9, 21, 22, 27, 35, 49, 66


Mario Rossi (Majo), disegnatore

Nato a Brescia il 31 gennaio 1963, Mario Rossi esordisce sulle pagine di "Full Moon Project", della Eden, di cui disegna il terzo episodio, "Bambole", e realizza le matite del quinto, "Il ponte di Angoulême". Nel 1996, lo si ritrova tra i disegnatori di "Hammer", per la Star Comics, quindi il passaggio alla Bonelli, dove lavora per Zona X. Alla chiusura della testata, Majo viene coinvolto nel progetto Dampyr, inaugurandone la serie.

Opera di Majo

Mapyr

Sunday, September 13, 2009

Praha, la cittá magica

Prima o poi avrei dedicato un post alla mia città preferita, per chi non sa questa parte di me, Praga non ha mai avuto il mio piede ma ha avuto il mio pensiero per circa 8 anni.
Da quando ho iniziato a leggere Dampyr, il mio sogno ha avuto inizio, ho promesso a me stesso che l'avrei vista o abitata a lungo.

La città magica e leggendaria, o città dei fantasmi, ricca di mistero e leggende dal quartiere "la città vecchia" (Stare Mesto) alla città nuova (Nove Mesto), il Vicolo d'oro degli alchimisti dove viveva Franz Kafka, ai quartieri lungo la Moldava (il ruscello del diavolo) attraversando il Ponte Carlo (Karluv Most) dove si narra una leggenda, una delle tante che riguardano Praga, dice che di notte le statue del Ponte Carlo si animano per prendersi cura dei bambini della vicina isola di Kampa.
In effetti, attraversando il ponte di notte, quando la folla dei turisti è chiusa nelle camere d'hotel, sembra che le statue siano diverse da come le abbiamo viste durante il giorno. Forse è la luce, o forse si sono davvero mosse (Vedi qui).

Per poi vedere Malà Strana (la parte piccola) e infine l'isola Kampa, dove secondo la storia di dampyr, lì è situato "Il teatro dei passi perduti", un posto invisibile all'occhio umano.
Praga è una città magica e romantica, ti arricchisce di entusiasmo e di forti emozioni, "solo in sogno si poteva immaginare una città così". Vedi Qui
Se ne volete sapere ancora di più, Vedi Qui

Spero presto di uscire da Budapest e raggiungere la città di Praga. (video)

Sunday, August 30, 2009

Vampiri a Budapest backstage

Le immagini che non avete visto.
Le più belle, oscure di tante.
Fatte in 2 notti.
Sotto un buio cielo ungherese.



Monday, August 10, 2009

Incubo di una notte di mezza estate

Non avrei mai creduto di tornare a Rimini.
E' passato tanto tempo, dopo essermi trasferito in Ungheria per quasi 3 anni.
Rimini, 2002-2006
Ho passato tante notti in spiaggia, ho assaporato il piacere di vivere la notte sulla sabbia, aria estiva e la presenza del mare.
Le notti leggendo, ascoltando musica o bevendo con amici. Tranne una...
quella che non posso dimenticare più di tutte, perché non sembrava essere una sera d'estate, nonostante il giorno era il 15 luglio.
Eravamo al bagno 43 da Maurizio, verso le 24.00, clienti e colleghi di stagione.
Alcuni di noi avevano comprato da bere al market altri avevano portato qualcosa di figo per le vacanze.
Sono passate un paio d'ore in compagnia raccontandoci di tutto, prima di... trovarmi da solo sdraiato sul lettino della spiaggia.
Tutto è iniziato con il suono del mare... che diventava quasi assordante.
Così forte alle mie orecchie da non comprendere le ultime parole degli altri, prima di allontanarsi pian piano uno, due alla volta.
Mi ricordo ciò, ma non ricordo esattamente come ho fatto a non reagire a quella strana situazione e rendermi conto che stavo per rimanere da solo... prima di addormentarmi, forse.
In spiaggia ci eravamo solo noi, a quell'ora a Viserbella è finito già il passeggio dei turisti.
Al mio risveglio a notte fonda, il lettino dove giacevo era umido come fosse bagnato dal mare, solo il mio.
Mi chiesi perché mi sarei sdraiato sull'unico lettino bagnato?
Inoltre era l'unico lettino rivolto nella direzione contraria, gli altri erano perfettamente in ordine come dopo il passaggio del bagnino.
Prima di cadere in quel sonno violento, aprì gli occhi, attento ad ogni minimo particolare, per capire cosa stava succedendo, tra quel rimbombare delle onde come fossero bombe e la mia vista sfocata nel vedere andare via gli amici.
Ma non è tutto.... tonfi nell'acqua, rumori nella spiaggia, passi nella sabbia senza veder nessuno, solo sentirli.
Volevo andare via ma non potevo, non riuscivo!
Ho visto delle orme umane sulla sabbia, che partivano dalla spiaggia andando verso il mare, ma non vidi nessuno in acqua, come neanche sentii gli schizzi.
Mentre fissavo il mare, cercando qualcuno, un'ombra fatta di lunghi capelli sciolti era riflessa per terra dal bagliore della luna.
Non ricordo più niente di quella notte.
Oggi.Dopo 3 anni ho sentito nuovamente quella strana, unica sensazione. A notte fonda, a pochi passi dal mare rivedo le orme umane...
vanno ancora verso il mare... senza che vi sia qualcuno in acqua.
C'è qualcosa attorno a me, si muovono. Le sento avvicinarsi.
Mi rivolto indietro guardando giù e a 2 metri da me, vedo le gambe lunghe e i piedi rivolti al contrario. Le Agane. Svengo.
Mi sveglio sull'unico lettino bagnato. E' l'alba, ancora una volta.


I fatti raccontati, sono solamente frutto dell'immaginazione e della libera espressione artistica dell'autore, basati sul fumetto Dampyr di Mauro Boselli e Maurizio Colombo.

Monday, August 3, 2009

Gente solitaria

Siamo uomini, possiamo sentire e provare continue emozioni varianti in brevi minuti, ore o giorni.
Sentimenti, pensieri, emozioni combattuti tra allegria, felicità, rabbia, rancore... che accompagnano la nostra vita e ci fanno sentire vivi.
A volte c'è un bisogno di sentirti importante e al centro dell'attenzione.
ma se ti senti solo o sola, io sarei felice di sentirmi meno solo se posso starti vicino.

Wednesday, July 22, 2009

Back to the primitive

Ieri a casa, in una giornata di vita quotidiana, spolverando tra mensole e cassetti, trovai foto e vecchi CD sotto 2 cm di polvere...
un po di materiale su anni passati e vissuti tra Sicilia, Rimini, Concerti e varie disavventure in giro per L'Italia. Ricordi ancora vivi, ma non cosi lontani e pur sempre belli da ricordare...

Andrea come non lo avete mai visto per chi mi ha conosciuto qui a Budapest.

Monday, July 20, 2009

Maxi Dampyr in arrivo

Il 1°.
3 storie complete inedite sceneggiate da Diego Cajelli e Michele Masiero.

Maxi Dampyr n. 1, annuale

Copertina: Enea Riboldi










Il Signore delle Vespe
Soggetto e sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni: Maurizio Dotti



Il segreto del bosco
Soggetto e sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni: Giuliano Piccininno


Ombre nella giungla
Soggetto e sceneggiatura: Michele Masiero
Disegni: Oliviero Gramaccioni


Un demone ospitato in un antico vaso, un bosco magico e una giungla infestata dai vampiri...
questo è quello che ci riservano i 2 sceneggiatori nelle tre storie inedite di una saga continuativa e lunga da portare a termine.

Professione vacanze va alla grande, ma quando sono solo a volte... a notte fonda, Ł'altrα Þaяte di me richiama atmosfere notturne. Mi porta in spiaggia, sdraiato su un lettino leggendo una storia di Dampyr.
Aspetto con ansia il...
28 luglio: uscita annuale maxi Dampyr

Saturday, July 18, 2009

Alessandro Bocci contatta Ł'altrα Þaяte

L'acquisto della prima e seconda litografia dedicata ai maestri della notte è stata determinante nel confermare il mio più grande apprezzamento su uno dei più bravi disegnatori di fumetti italiani, Alessandro Bocci.
Nonchè il numero 1 per me, capace di rendere con il disegno, persone e luoghi incredibilmente uguali alla realtà.
Conosciuto ormai dall'ottobre 2002, nella sua prima presenza in Dampyr: Il mare della morte.

Oggi ho una sana euforia di postare sul mio blog, pure come forma di ricordo e apprezzamento, il fatto di essere stato contattato da Mr. Bocci via email riguardo Magickè Prahy, il mio video fotografico sulla magica Praga, esprimendo il suo interesse chiedendo info sulla colonna sonora.

Per chi non lo conosce...
Alessandro Bocci è Nato a Siena nel 1965, matura le prime esperienze professionali nel 1994, collaborando alla testata "Lazarus Ledd" (di Ade Capone, pubblicata dalla Star Comics), di cui diventa copertinista a partire dal numero 18. Nel 1997, si aggiudica il premio "Fumo di China" come "miglior giovane disegnatore italiano" e, nello stesso anno, realizza per la Marvel Italia un episodio della serie "Conan il conquistatore". Approda alla Casa editrice Bonelli, nello staff di Dampyr, nel 2001, anno in cui vince anche il premio "Inca" come miglior copertinista (Lazarus Ledd extra n.14, "Il cavaliere di San Giorgio"). La sua prima storia di Dampyr, "Il mare della morte", n.31, gli vale nel marzo 2003 l'assegnazione del premio "Cartoomics-If", come promessa del fumetto italiano.

Saturday, May 30, 2009

Visszhang


Questa è una storia interessante o è una leggenda ungherese che ha del vero.

Eco, è il titolo.
Una storia che ci viene fatta conoscere da un'amica ungherese (presente nella foto qui accanto scattata nel vero luogo di questa storia).
E la leggenda viene dalla Transilvania, una terra inflitta da una leggendaria tolleranza, dove diverse nazionalità da secoli vivono fianco a fianco. Principalmente una comunità Ungherese convertita alla fede ebraica alla fine del 16° secolo. Professavano di essere ebrei in senso spirituale, purché non avendo legami di sangue con gli stessi ebrei.
Così inizia il racconto di Géza Szávai che dalla Transilvania si trasferisce a Budapest alla fine degli '80 e lega la storia di una piccola, esotica comunità ungherese in terra ormai romena, la Transilvania: Gli Ebrei sabbatici di Székely.
Questa storia ci riporta indietro di 400 anni, incastrata nella storia della riformazione della Transilvania, dopo l'invasione dell'impero ottomano che ha portato la fine del Medioevo ungherese, formando 3 parti.
Nella parte est del paese, il "Principato di Monaco", ha avuto un notevole successo politico e militare come membro dell'Impero Ottomano e la riforma luterana, la prima a comparire.
La fede luterana non è mai stata abbandonata dai Sassoni, una delle tre "nazioni rappresentanti", le altre due erano gli Ungheresi e i Székely, mentre i Romeni una piccola minoranza non venivano considerati nazione.
I Sabbatici, residenti nella Terra del Székely nella parte est della Transilvania, non hanno incontrato molti seguaci allora, ma nel diciannovesimo secolo, essi erano la maggioranza solo in un piccolo villaggio, Bözödújfalu, vicino Marosvásárhely. Costruendo una sinagoga dedicata alla predicazione dei rabbini, la cui vita è stata poco diversa da quella dei contadini. Pochi come la comunità dei sabbatici di Székely erano unici di etnografia e storia religiosa, richiamando l'interesse di intellettuali in Transilvania e in Ungheria.
La Cronaca di Géza Szávai assorbisce il calvario di questa comunità, perchè gli ebrei di Székely furono perseguitati per secoli come religiosi e proposto loro come sollievo l'emancipazione nella seconda metà del XIX secolo.
Quando tuttavia la terra che abitavano era divenuta, dopo la seconda concessione di Vienna, nuovamente parte dell'Ungheria (1940-1944), sono stati costretti a rinchiudersi in ghetti, come gli ebrei in Ungheria e Transilvania; alcuni di essi sono stati macellati dai nazisti insieme con gli altri ebrei, alcuni di essi sono sopravvissuti. Questi ultimi sono stati dispersi dopo la guerra, a causa del regime rumeno antisemita. Essi hanno dovuto affrontare oppressione o come ungheresi (székely) o come ebrei.
Nel 1938 la Romania ha negato la cittadinanza a quegli ebrei che precedentemente avevano ottenuto dopo il 1918, rendendoli così fuorilegge nel loro paese.
Piano dal presidente e primo segretario Ceaus Escu che ha portato alla fine della comunità ebraica Székely Bözödújfalu, e alla fine degli anni ottanta, poco prima della sua caduta, ha deciso di annientare" le comunità ungheresi distruggendo i loro villaggi e trasportando il popolo in lontani insediamenti abitativi.
Bözödújfalu vittima di questo piano ha inoltre subito nel 1989 l'inondazione del fiume Küsmöd colpendo le case e la sinagoga, e gli abitanti dovettero abbandonare tutto.
Solo pochi resti rimangono ora, come un triste ricordo di inesorabile ingiustificata aggressione. A poche pietre tombali sono sopravvissute nel vecchio cimitero Sabbatico, nonché l'ornamentazione di alcune mura cadute, sono promemoria di un religioso spettro di una faccia storica della Transilvania ungherese.
I vecchi abitanti del villaggio distrutto, occasionalmente dedicano pellegrinaggi a questo monumento, per la memoria di un loro passato. Bözödújfalu è andato, la comunità ebraica di Székely è dispersa ed estinta.
La sconfitta dell'Ungheria nella prima guerra mondiale, l'invasione della Romania sulla Transilvania (nonché della parte orientale dell'Ungheria, 1919) e la conferma del trattato di Trianon nel 1920, spazza i piani federalisti e gli Ungheresi della Transilvania hanno dovuto affrontare la forte assimilazione della grande Romania. La strategia, la rottura dell'identità nazionale delle etnie non-rumeno.
E quasi due milioni di ungheresi sottostanti alle regole rumene da quasi un centinaio di anni.
Transilvania cuore di un terreno di diversità etnica e culturale, un paradiso della libertà di coscienza e di religione.
Géza Szávai dedica il suo lavoro a questo tragico ricordo appartenente alla storia ungherese, un calvario di un popolo, un autoritratto, una confessione, una pagina personale. E viene considerato dall'autore come qualcosa che può salvare un umano ricordo.
Székely Jerusalem, tratto da Qui